Percorso effettuato San Bernardino villaggio (Q1629) – diga Lago d’Isola (Q1586) – Suossa (Q1710) – lago Pian Doss (Q1652) – San Bernardino.
Difficoltà: sentiero T1.
Dislivello: circa 250 metri
Lunghezza del percorso: circa 8 chilometri
Sforzo equivalente: 10 chilometri
Durata (incluse le pause):2 ore.
Questa domenica abbiamo deciso di fare i pigroni. Originariamente si pensava di salire al Pass di Passit, poi lungo la costa della montagna in direzione del Confin Bass (dove ci sono gli impianti
di risalita), e discesa su San Bernardino. Mando gli inviti, nessuno può venire. Rita ed io ci guardiamo negli occhi sabato, e sul mio display luminoso in fronte passa il pensiero “e se domani
non mettessimo la sveglia?”. Rita è telepatica, mi dice “va bene”. Decidiamo di organizzare qualcosa di leggero per il pomeriggio, giusto per non impigronirsi davanti alla televisione.
San Bernardino è sempre stato luogo preferenziale per le nostre piccole camminate. In alto, in estate offre fresco e ombra, in inverno si portavano i bambini a sciare. Offre percorsi di tutti i
tipi, da quelli agibili con le carrozzelle, a camminate più impegnative, come la traversata fino a Hinterrhein, a Nufenen, oppure
verso la Calanca passando dal Pass di Passit. E in questo periodo è
particolarmente delizioso, interregno tra gli assalti massicci estivi, e le orde del fine settimana invernali. Periodo di quiete, poca gente in giro, e quando arrivi in pasticceria, trovi ancora
una fetta di torta Sacher
Località che ha molto da offrire anche a chi fa sci di fondo, racchette e mountain bike.
14:25 Pranzo con i figli, rigovernare, prepararsi, partire, e finalmente arrivare. Pomeriggio di ottobre delizioso, anche se le prime avvisaglie del maltempo annunciato per martedi iniziano a
farsi notare.
Prendiamo il sentiero che resta sulla destra orografica, e che porta verso la diga del lago artificiale. Sentiero agevole, praticamente una autostrada, immerso nella pineta.
Passiamo la deviazione da dove, salendo a destra, si arriva all’Alp d’Occola e al Pass di Passit. Si sarebbe potuto salire fino al passo, ma temiamo per eventuale presenza di ghiaccio in alto. E
un rivo vicino alla biforcazione mi fa pensare che forse è così.
Sto tenendo d’occhio la linea dell’autunno da un po’ di tempo, è arrivata attorno a Q1000 circa, è quasi ora di partire per le grandi traversate nei boschi. Anche qui i larici hanno risposto alla
chiamata sinfonica, e si sono tinti di giallo.
Silenzio, anche la semi-autostrada quasi non si sente, in questa zona passa lungo l’altro versante della valle. E contrasti di colori.
15:00 Tranquilli tranqulli arriviamo alla diga. Da qui si potrebbe scendere a Pian San Giacomo, ma non ho controllato gli orari del postale per rientrare. Ci avventuriamo sulla diga, con
splendida vista sul gruppo del Piz Uccello.
Appena dall’altra parte, una piccola sorpresa. Messer Autunno sta prendendo il controllo, il Generale Inverno ha inviato i suoi esploratori, ma Sorella Primavera li ha fregati tutti, e ha già
pronti i rchiami del suo ritorno.
Su questo lato, molto più solatio dell’altro, trovi diversi edifici tipici dell’attività agricola di montagna. Alcuni sono stati trasformati in case di vacanze, altri, per fortuna, hanno
mantenuto le caratteristiche originarie.
15:15 Siamo al bivio per Suossa. Da qui in meno di mezz’ora saremmo nuovamente alla base, un po’ corta… Niente litigi, allunghiamo. Breve salita (questo pezzo non si può fare con la
carrozzella, ma tutto il resto si), che porta verso la zona della torbiera.
15:30 Salita agevole, si arriva in un boffo (boffo = parola dialettale ticinese che significa “soffio”). Nuvole alte stanno invadendo il cielo, purtroppo la meteo ha sempre ragione.
Raccoglitori di pigne unitevi. Qui ce n’è per 1000 presepi.
Appena girato l’angolo, il piccolo insediamento di Suossa. Zona veramente tranquilla, non si sentono rumori artificiali di nessun tipo.
E vista su Pian San Giacomo.
15:40 Discesa lungo stradina asfaltata, che ci porta alla cantonale. Nuovamente tagliamo, questa volta in direzione del piccolo lago Doss. Mi sembra che i canneti stiano invadendo la superficie
del laghetto, me lo ricordavo più ampio.
A questo punto, per allungare bisognerebbe salire fino all’alpe Doss, poi restando alti fino ad Acubona, e discesa. Ma optiamo per il rientro, il sole sta già nascondendosi dietro il Trii Oman,
fra poco comincerà a fare frescolino forte. Prendiamo la stradina diretta, lungo la quale negli anni passati molto è stato costruito. San Bernardino ha conosciuto una effimera notorietà dopo la
metà degli anni ’90, l’edilizia si è mossa in massa con appartamenti di vacanza e chalet ad ogni angolo. L’euforia è passata, e ho l’impressione che ormai molte di queste case non vengano neanche
più aperte.
16:15 Ed eccoci al termine del nostro giretto: la pasticceria ci sta attendendo, con thé caldo e fetta di torta. E gli ultimi raggi di sole che indorano la cima di un larice.
Mostruoso profilo altimetrico della passeggiata.
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale).
fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale





