Non ho mai scritto sul terremoto del ’76 ma credo sia importante per chi non l’ha vissuto capire come si vivono quei momenti, cosa ci si porta dietro, cosa resterà impresso nel conscio e nell’inconscio. Perché un terremoto è per tutta la vita! Trentatré anni fa in Friuli la terra tremava, si squarciava, inghiottiva le sue vittime. Non ci sono perché: accade. C’è chi si salva, c’è chi muore. Tante storie diverse testimoniano gli strani scherzi del destino. E chi sopravvive si chiede perché io sì e loro no? Perché la mia casa è intatta e altre sono rase al suolo?

Passano i giorni ma dentro rimane un vuoto senso di inquietudine che ti fa sobbalzare con il cuore in gola al minimo rumore, scoppio o boato che avverti. Il brivido corre lungo la schiena e ti chiedi se è lui, quel nemico invisibile che ti coglie alle spalle, spesso di notte. Ti chiedi se è tornato e se questa volta toccherà proprio a te.

E non c’è una giornata calda che non riporti un pensiero angosciante: che strano questo caldo. Sarà un preavviso di terremoto? Non vivrai più le stagioni come prima. Verrà tutto esaminato, analizzato, passato allo scanner. Perché la natura è imprevedibile e te ne rendi conto solo ora. L’uomo non è onnipotente come crede, ma solo un piccolo essere in balia degli eventi.

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (2)

Tags: le mie ciliege

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fonte: gincastelli.splinder.com