478-269-natale-pranzoNon so voi, ma a me il pranzo di Natale, così come il cenone di San Silvestro, danno un senso di nausea alla bocca dello stomaco. Non è la festa in se’ che mi disturba, anzi, ma tutto quel cibo elaborato e pesante  e le ore trascorse a tavola, seduti ad aspettare le innumerevoli portate, mi sfibrano.

Non capisco il motivo di ingozzarsi a quella maniera, come fossimo in tempo di guerra! Antipasti caldi e freddi, affettati misti, insalata russa e tartine al caviale, tortellini in brodo o con la panna, cappone e tacchina con il ripieno di noci – ‘na botta de calorie – eppoi, purè, funghi trifolati, verdure cotte e crude, formaggi di ogni tipo – magari, perché no? con un plateaux di marmellate varie – e ancora frutta, dolci e dolcetti, panettone, pandoro e tronchetti di cioccolato. Oddio che indigestione. E se non assaggi un po’ di tutto ti guardano torvo e chiedono se sei a dieta. Sarà mai possibile uscire da questo cliché? Ogni anno raccomando a mia madre d’esser parca, di cucinare di meno – anche perché poi, ciò che non si consuma a tavola viene rifilato nei contenitori d’alluminio e distribuito fra i presenti – e di non esagerare con le portate. Ma niente da fare: ogni anno dice di sì, dandomi ragione, e poi fa quello che vuole.

E così anche quest’anno ho subito un inferno culinario di 5 ore. Eravamo in dodici: immaginate la tonnellata di cibo? Quando mi sono alzata da tavola avevo il culo a forma di sedia, lo stomaco chiuso e un principio di malditesta. Così, per digerire, ci siamo diretti in cucina a lavare i piatti. Sì, perché mia madre, a differenza della sottoscritta, detesta tutto ciò che è tecnologico e la lavastoviglie non le garba. I piatti vengono meglio a mano! Evvai di olio di gomito e stracci per asciugare: noi donne in cucina e gli uomini in giardino a fumare. Un film che vedo tutti gli anni. Ma il prossimo… il prossimo Natale mi faccio sentire, cucino io e li porto tutti a casa nostra. Per menu un pranzo bio: niente stravizi e cucina senza grassi. E se non ci vogliono venire, ce li porto di peso. Almeno lì c’è la lavastoviglie.

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (2)

Tag: nel quotidiano

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fonte: gincastelli.splinder.com