Gentile “Loiero elimini il provvedimento sui ticket”

 

“Chiedo al presidente Loiero di evitare uno scontro politico e sociale forte, che innescherebbe conflitti di cui la Calabria non ha bisogno: elimini il ticket sui farmaci e sulle visite”. E’ quanto afferma, in una nota, il vice coordinatore regionale del Pdl, senatore Antonio Gentile. In alternativa, prosegue Gentile, “accetti la nostra proposta di innalzare le fasce di reddito esenti a 25 mila euro annue, innalzabili di tremila euro per ogni componente fino a un massimo di 34 mila euro: la sua Giunta tagli gli sprechi e chiuda gli ospedali inutili come quelli fotografati da note trasmissioni nazionali”. Loiero – sostiene il vicecoordinatore regionale della Pdl – si è assunto la responsabilità di avere introdotto un ticket odioso, con un limite di reddito che fa inorridire:10 mila euro annui: una miseria. Grazie alle scelte della sua Giunta oggi i pensionati e le famiglie non abbienti calabresi sono costretti a pagare cure e farmaci, depotenziando ulteriormente la loro capacità economica. Alla Giunta che accusa il passato dopo avere promosso e rinominato i manager di allora (Santagati e Belcastro) e l’intera struttura burocratica dell’assessorato, diciamo che ci stanno a cuore solo gli interessi dei calabresi”. “Non vogliamo lo scontro istituzionale – prosegue il senatore del Pdl – né ci interessano le polemiche personali. Il governatore elimini il ticket o in subordine innalzi le fasce reddituali per come abbiamo proposto noi e ne prenderemo atto pubblicamente, altrimenti continueremo a denunciare, nelle piazze calabresi, un’oscenità burocratica e politica che svela la radice vessatoria e antisociale di questa giunta”. Con molto rispetto – ha dichiarato Gentile- chiedo al presidente Loiero di togliersi l’elmetto e di uscire dal bunker delle Fiji: la guerra è finita e lui l’ha abbondantemente persa”. “Affermare – aggiunge il senatore della Provincia di Cosenza – di non capire cosa c’entrino le elezioni politiche con le regionali è solo un disperato tentativo di nascondere una sconfitta che Minniti gli aveva già preannunciato, con lo sfratto al 2009. Per Loiero, ma per la sua coalizione e non in termini personali, è arrivata l’ora di lasciare il campo e questo goffo modo di interpretare un risultato schiacciante è solo uno scimmiottare le gesta dei re mongoli che prima di morire stringevano la terra quasi a non volersene staccare: ripetiamo, la guerra è finita”.

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fonte: blog.libero.it/Coordinamentopdl