Slitta l’insediamento del direttivo provinciale del PdL
Slitta di una settimana l’insediamento del nuovo Coordinamento Provinciale del Popolo Della Libertà. Doveva finalmente riunirsi per la prima volta questo pomeriggio, si terrà invece lunedì 27 settembre. Perchè? È naturalmente la prima domanda che rivolgiamo al coordinatore provinciale Gianfranco Leone che incontriamo per far il punto sulla ripresa delle attività politiche dopo lo stacco agostano. Un insediamento annunciato e un rinvio. È un fatto tecnico o ci sono problemi? «Nessun problema. È che per domani, alle 17, è sopraggiunta una convocazione dei coordinatori provinciali calabresi, a Catanzaro, da parte del presidente Scopelliti e del senatore Gentile nelle loro vesti di coordinatore e vicario regionale, per discutere di aspetti organizzativi in vista delle elezioni di primavera.Un nuovo direttivo provinciale. Cosa lo ha determinato? «Di fatto non si tratta di un nuovo direttivo: molti nominativi sono stati riconfermati. È stato necessario riformularlo per una serie di motivazioni legate ad un rapporto fiduciario (il precedente non lo avevo deciso io), per alcune dimissioni volontarie ed, infine, per alcuni passaggi di componenti ad altre formazioni politiche di recente costituzione».Ci sono state alcune polemiche sulle nomine? «Le polemiche in politica non mancano mai, anche se poi queste sono state molto circoscritte. L’importante, quando si è investiti di un ruolo istituzionale, è muoversi nell’alveo delle regole statutarie e così è stato fatto, sia per le rappresentanze dei partiti e movimenti costituenti il Popolo della Libertà nazionale che per a formulazione dell’esecutivo provinciale».L’organismo è composto da trenta elementi. Tanti. Non c’è il rischio che si discuta troppo e si operi poco?«Da quel poco di esperienza politica fatta ritengo che questo rischio non esista. E poi mi permetto di far notare che la nostra provincia conta 155 comuni e un’estensione territoriale pari alla Liguria. Occorre uno sforzo collaborativo che investa competenze sulla fascia jonica, su quella tirrenica, sull’ asse Cosenza,Rende, Castrovillari. Per il lavoro che si prospetta forse non siamo nemmeno tanti. Comunque, per quanto riguarda l’operatività, mi pare che un primo positivo riscontro lo abbiamo già raggiunto con il risultato alle elezioni regionali. La provincia di Cosenza ha risposto bene. Ora vedremo cosa avverrà a primavera».Si voterà a Cosenza, Rende, Rossano per citare solo i centri con più abitanti e poi in diverse altre realtà per eleggere sindaco e consiglio. Avete già dei candidati? «Prima di parlare di candidati occorre sapere chi tra le forze e i movimenti politici aderirà al progetto di amministrazione che il PdL vuole proporre, progetto aperto ad emendamenti ed aggiunte che vadano nella direzione di un governo trasparente e virtuoso della cosa pubblica». Quali aiuti si aspetta e da chi? «Innanzitutto, considerate le scarse risorse in generale delle casse comunali, mi aspetto aiuti dal Governo nazionale attraverso un’opera della deputazione cosentina; le problematiche sul tappeto sono molteplici e spaziano dalla sicurezza al degrado ambientale a quello urbano eccetera. Ma sono sicuro che anche la Regione con il presidente Scopelliti e con gli assessori non faranno mancare gli aiuti necessari».Cosa vi aspettate in generale come coordinamento e cosa farete?«Ci aspettiamo e mi riferisco in particolare alla Regione, un’inversione di tendenza del vecchio modo di operare clientelare e partigiano. Ritengo che Scopelliti ha iniziato un cammino di trasparenza, con una Regione sempre meno “matrigna” di come si è dimostrata in quest’ultimo quinquennio. Da parte nostra, come coordinamento, metteremo insieme proposte e istanze per affermare il ruolo della politica a servizio delle comunità e non viceversa».
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fonte: blog.libero.it/Coordinamentopdl





