Scopelliti: “Quella della sanità è una partita delicata”

“Non possiamo commettere errori: quella della sanità è una partita delicata, strategica e il piano di rientro dal deficit è fondamentale. E noi su questo dobbiamo lavorare”. Il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, di ritorno dalla Conferenza delle Regioni, riunisce dirigenti e funzionari del Dipartimento della Salute per fare il punto sul settore in vista delle scadenze dettate dal Piano di rientro dal deficit. Gli echi del confronto che si è sviluppato a Roma martedì e mercoledì e che ha portato, con la presa di posizione di Scopelliti, che è anche commissario per l’emergenza, ad una situazione di spaccatura, con la Calabria diventata capofila delle Regioni del sud, arrivano, a distanza di due giorni, fino alle stanze che a Catanzaro ospitano il cuore pulsante della sanità regionale. “Abbiamo soltanto fatto sapere e sentire – dice Scopelliti – che il sud c’é, è presente ed è pronto al confronto. Adesso aspettiamo la nuova convocazione da parte della Conferenza delle Regioni, che si riunirà nei prossimi giorni”. C’é necessità però di pensare all’oggi. “La riunione con tutti i dirigenti – aggiunge il Governatore – è stata operativa e ha avuto l’obiettivo di capire come procedere da adesso in avanti. C’é il coinvolgimento di tutta la struttura e la nuova stagione politica che si è aperta ci chiede soltanto di raggiungere gli obiettivi strategici, che sono di grande portata. È su questa idea che bisogna lavorare: tra un mese si andrà a fare un briefing di due giorni per valutare l’andamento delle attività all’interno, per fare un cronoprogramma e stabilire degli step con un monitoraggio continuo delle attività”. Rimane, però, l’incognita sulla mancata convocazione del Tavolo Massicci. “Secondo me – sostiene Scopelliti – la convocazione è legata all’approvazione del riparto 2011. Appena sarà superato questo passaggio sono sicuro che saremo convocati”. Ma il Governatore calabrese, ragionando su uno dei settori portanti della Regione, va anche oltre il dato meramente strutturale. “La sanità – dice – non è soltanto intervenire sulle strutture ospedaliere, sul rapporto con i privati o sulla farmaceutica e tutto il resto. È anche, e soprattutto, pensare a lavorare per la prevenzione, rivolta in particolare ai più piccoli. C’é necessità, per questo, di creare informazione e comunicazione di tipo nuovo”.

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