Il capo della Protezione civile boccia l’ordinanza 1/2009
E’ uno stop pesante quello che l’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio riserva all’operato giuridico della Regione Calabria. Questa volta a cadere sotto la scure di palazzo Chigi è l’ordinanza 1/2009 in materia di sanità, firmata dal commissario delegato Agazio Loiero il 30 dicembre scorso. La contestazione ufficiale porta in calce la firma di Guido Bertolaso, capo del dipartimento Protezione civile, su indicazione del suo consigliere giuridico. Nel mirino c’è il primo provvedimento varato da Loiero in qualità di commissario per l’emergenza nella sanità con cui si delegano i soggetti attuatori ad adottare gli atti commissariali ritenuti utili o necessari a realizzare: i quattro ospedali di Vibo Valentia, della Sibaritide, della Piana di Gioia Tauro e di Catanzaro; il potenziamento delle attrezzature degli ospedali di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria (centro cuore), le case della salute eccetera. Oltre a ciò a delegare i componenti del comitato di verifica tecnica all’operato del commissario ad esercitare funzioni di gestione economica. In sintesi,una delega generale. Una delega che non si rifiuta ad alcuno e che si concede a tutti, indipendentemente se in favore di chi dovrebbe limitarsi a controllare chi gestisce.«Il commissario delegato– scrive Bertolaso in una comunicazione arrivata nei giorni scorsi a palazzo Alemanni – non è titolare di una potestà direttamente conferita dalla norma, ma agisce come soggetto delegato, nei cui confronti è quindi operato un trasferimento di poteri gestionali; non ricorre, pertanto,in capo al commissario delegato, alcuna titolarità dell’intervento, che rimane sempre nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri, che contestualmente alle eventuali nomine dei commissari delegati deve limitarne in modo circostanziato i poteri agli stessi conferiti». Tutto questo, evidentemente, è un percorso che l’ufficio legislativo del governo ritiene impraticabile per via di quel principio generale secondo il quale chi è delegato non può, a sua volta, conferire ad altri soggetti l’esercizio delle funzioni che gli sono state affidate. Una regola che tutti conoscono anche a cantilena. Una solenne bocciatura che determinerà ritardi nell’aggiornamento tecnologico delle tre aziende ospedaliere (Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria), vantato proprio in questi giorni. Il motivo è chiaro e semplice: il provvedimento calabrese non è conforme alle norme e pertanto appare inadeguato sotto il profilo tecnico-giuridico. E dire che in ballo c’è soprattutto la costruzione di quattro nuovi ospedali che saranno realizzati, con un’ordinanza di Protezione civile. Proprio in questa direzione,Loiero, aveva provveduto alla conferma dei quattro soggetti attuatori: il prefetto Silvana Riccio (per la struttura di Vibo Valentia), l’ingegnere Fabrizio Colcerasa (per Catanzaro), l’ex deputato Peppino Aloise (per la Sibaritide) e il dottore Giuseppe Zannini Quirini (per la Piana di Gioia Tauro). A tutto questo seguì l’annuncio in pompa magna a ridosso dell’inizio del nuovo anno: «Un investimento così nel settore sanitario non si era mai visto. Abbiamo 443 milioni di euro pronta cassa per costruire i quattro nuovi ospedali e per il programma di potenziamento funzionale e di innovazione tecnologica negli altri presidi sanitari. La parola d’ordine ora è una sola: accelerare. Dopo i ritardi accumulati dal Commissariato per l’emergenza sanitaria, stiamo lavorando per cantierare le opere e acquistare le apparecchiature necessarie al più presto possibile. Si lavorerà senza più pause».Grandi propositi,quelli del governatore, che non aveva messo in conto questo nuovo “imprevisto”. E così dopo le numerose leggi regionali annullate dalla Consulta e i giudizi severi della Corte dei conti sui bilanci delle Aziende sanitarie arriva l’ennesima doccia fredda. Con buona pace di chi ancora continua a pensare che in Calabria sia giunto il momento di invertire la rotta.
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